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:: Frequently Asked Questions

:: Perché i "Servizi segreti"?

Dai tempi più antichi, ci sono tramandati episodi di attività informativa svolta da intere comunità o da singoli soggetti. Erodoto, il padre della storia, racconta con dovizia di particolari lo stratagemma di un tal Zopiro che, infiltratosi con l'inganno tra gli avversari, consentì a Dario, re persiano, di espugnare la città di Babilonia. Anche dalle opere degli storici dell'antica Roma ci pervengono notizie di come Annibale, Scipione l'Africano, Cesare utilizzassero le tecniche di informazione. I Romani solevano tenere in grande considerazione l'efficacia dell'attività informativa non solo per i vantaggi, ma anche per i pericoli che potevano derivare da quella svolta dai nemici. Infatti la collusione con il nemico (in latino "perduellio"), rientrava addirittura tra i "crimina maiestatis", cioè i delitti contro lo Stato. Per essa era prevista la pena di morte. E prima di Silla, addirittura la crocifissione.
Da quando sono sorte le prime comunità organizzate, si è avvertita l'esigenza di conoscere quanto più possibile il mondo circostante, gli intenti, la forza, il modo di vivere delle comunità vicine: sia per potersi meglio difendere da eventuali aggressioni e quindi per necessità di sopravvivenza, sia per preparare le basi di una propria espansione. E' da allora, che si vengono a delineare, le prime ragioni di esistenza di organismi, che noi chiamiamo i Servizi segreti, incaricati di svolgere attività informativa in difesa della sicurezza della comunità.

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:: Di che cosa si occupano i Servizi di informazione e sicurezza?

Nel corso del tempo l'attività dei servizi è andata caratterizzandosi prevalentemente come supporto ad esigenze militari: per ogni Stato si è imposta la necessità di raccogliere notizie sulle attività sviluppate da altri Stati. Con differenti scopi: per diminuirne l'efficienza difensiva, oppure limitarne l'indipendenza e la sovranità, o anche per turbare ed infrangerne i legami di alleanza con altri Paesi.
Oggi questa attività conoscitiva si è notevolmente allargata. Il concetto di azione ha subìto, per esempio, una trasformazione sostanziale: ci si occupa di gruppi terroristici, nazionali ed internazionali, di criminalità organizzata a valenza eversiva, come anche di altri settori tra i quali l'industria, l'economia, la finanza.

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:: Qual è il compito dei Servizi di informazione?

Compito dei Servizi di informazione e di sicurezza è quello di operare, sul piano informativo, in difesa preventiva della sicurezza interna ed esterna dello Stato.
Nel perseguire questo obiettivo, i Servizi debbono contrastare varie forme di minaccia, che sono costituite non solo dallo spionaggio tradizionale — quello che si dedica alla ricerca di notizie segrete di ordine militare, politico ed economico — ma anche da altre più sofisticate e subdole forme di offesa: la disinformazione, il sabotaggio, l'ingerenza straniera in ambito politico, economico e culturale.

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:: Come si entra nei Servizi?

Il personale dei Servizi è costituito da dipendenti civili e militari dello Stato che vengono trasferiti, con il loro consenso, alle esclusive dipendenze degli Organismi di informazione e sicurezza, nonché da personale assunto direttamente.
Il reclutamento tramite assunzione diretta è sospeso in attesa dell'ormai imminente modifica delle regole volte a garantire maggiore trasparenza e omogeneità delle procedure per ottenere la massima qualità possibile delle professionalità scelte.
Non possono, comunque, accedere agli Organismi intelligence i parlamentari, i consiglieri regionali, provinciali e comunali, i magistrati, i ministri di culto ed i giornalisti professionisti.
Sono, altresì, esclusi coloro che non diano sicuro affidamento di scrupolosa fedeltà alle Istituzioni e di osservanza alle leggi dello Stato.

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:: Come operano oggi i Servizi di informazione?

Nelle attuali situazioni di conflitto, ci sono nuovi campi di attività che si affiancano, quando non si sostituiscono, alla tradizionale azione militare. Sempre più raramente, ad esempio, gli atti di aggressione verso altri Stati si concretizzano in azioni belliche. Si fa ricorso a forme di pressioni economiche e politiche fino a giungere — ma non è certo il caso dell'Italia - a veri e propri atti di terrorismo, la cosiddetta "guerra surrogata".
Alcuni Paesi sostengono attivamente il terrorismo internazionale, lo considerano un'arma politica decisiva per stringere nuove alleanze, romperne di vecchie, interrompere circuiti politico-commerciali di Paesi terzi. E' come se fosse una specie di diplomazia alternativa che si svolge sotterraneamente, ma in maniera parallela a quella ufficiale. Per difendersi da queste attività, da questo tipo di manovre insidiose non si può agire allo scoperto, con i normali canali internazionali, così come non possiamo pretendere di scoprire le venature di un giacimento petrolifero semplicemente tastando il terreno.
E', allora, compito dei Servizi di sicurezza trovare i tempi e i modi per combattere queste minacce che si sviluppano per vie occulte.

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:: Si parla oggi di nuove minacce: come si sono sviluppate?

Il moltiplicarsi di nuove forme di aggressione è dovuto principalmente a due ragioni.
La prima consiste nei limiti oggettivi che oggi incontra l'attacco militare di stampo tradizionale; sarebbe infatti destinato ad infrangersi contro il terrore dell'irreparabilità del conflitto nucleare che finirebbe per scatenare.
La seconda deriva dalla complessità della rete di relazioni che caratterizzano il mondo di oggi: sempre più intensa è la circolazione degli uomini e delle idee.
Conseguentemente si possono sviluppare e attuare sul piano internazionale, disegni pericolosi che un tempo nascevano e si esaurivano in un determinato e limitato territorio.
I pericoli, da cui uno Stato deve guardarsi per difendere la propria esistenza e le proprie strutture, hanno subìto un profonda trasformazione. Cambiano i pericoli, cambia il concetto di difesa intesa ora in senso "globale".
Si capisce allora perché la difesa del territorio e della sovranità degli Stati affidata unicamente alle armi e ad azioni preventive ricorrendo all'uso della macchina militare, non sono l'unica risposta possibile. Si ricorre ad una più vasta ed articolata gamma di attività, di interventi, di strumenti, anche nei settori civili.
L'esigenza della difesa della sicurezza dello Stato non può essere affrontata adeguatamente senza quella che chiamiamo azione informativa. Il compito specifico affidato da ogni Stato al proprio o ai propri Servizi di informazione, consiste appunto in questo genere di azione che dovrà saper essere preventiva ed efficace.

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:: Da dove provengono le minacce alla nostra sicurezza?

Sul piano esterno la minaccia classica è rappresentata dallo spionaggio militare, che tende ad impossessarsi di segreti o dati riservati relativi al potenziale difensivo di un Paese.
Ma l'evoluzione delle situazioni internazionali ed i complessi ed articolati rapporti di forze attualmente esistenti con le nazioni hanno fatto sì che l'attività di "intelligence" sia soprattutto indirizzata a contrastare: iniziative avversarie dirette ad incidere sull'assetto politico-istituzionale interno; quelle nell'ambito economico, per minacciare il potenziale economico e produttivo del Paese, ma anche per impadronirsi di segreti industriali e tecnologici, la cui conoscenza mette l'avversario in posizione di maggior forza nei rapporti internazionali.
Le potenziali minacce esterne alla sicurezza di un Paese dipendono necessariamente dalla sua posizione geografica. Di conseguenza, l'attività informativa si concentra, di solito, nelle aree più vicine ed in quelle dalle quali è più probabile provengano azioni offensive o destabilizzanti.
Se pensiamo, ad esempio, ai Paesi del bacino del Mediterraneo, tutti direttamente o indirettamente interessati allo scenario del Medio Oriente, qui l'instabilità politico-militare dà vita ad attività di quella cosiddetta "guerra surrogata" che si esprime con azioni di terrorismo diffuso.
Da questo punto di vista — se pensiamo all'Italia - assumono un particolare interesse informativo le possibili collusioni di gruppi stranieri sia con ambienti terroristici interni sia con quelli della criminalità organizzata.
Per conseguire obiettivi informativi connessi alle varie forme di minaccia è a questo punto essenziale il ruolo della collaborazione internazionale, una collaborazione che si realizza attraverso il collegamento con omologhi Servizi di Paesi alleati ed amici.

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:: Ci sono pure minacce provenienti dall'interno?

Anche sul piano della sicurezza interna, troviamo forme di minaccia contro gli interessi politico-istituzionali. Minacce che possono provenire non solo da elementi legati all'area del terrorismo, ma anche da centri di potere, più o meno occulti, che intendono condizionare il normale corso politico e le libere scelte degli organi dello Stato.
Così, oltre all'attività informativa diretta contro la destabilizzazione operata dai gruppi terroristici e contro tutti i fenomeni connessi all'eversione in genere (traffico delle armi, attività di supporto e di fiancheggiamento), i Servizi si occupano anche di fenomeni legati all'attività della grande criminalità organizzata: quando essa agisca con l'intento di indebolire e sottomettere ai propri fini le istituzioni dello Stato, esercitando gravi condizionamenti nell'ambito politico, finanziario e sociale.
Sempre per quanto attiene al settore interno, l'azione informativa riguarda anche fenomeni di indipendentismo o di separatismo alimentati da gruppi o movimenti sostenuti, talvolta, direttamente o indirettamente da altri Paesi.

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:: In concreto, i Servizi come contrastano le minacce alla sicurezza del Paese?

I Servizi esplicano, nel rispetto della vigente normativa, una costante funzione di ricerca e di difesa informativa, basata sia sul fattore umano che su quello tecnico. Detta funzione è finalizzata ad acquisire dati e notizie di potenziale interesse ai fini della sicurezza nazionale, da intendere nella sua più ampia accezione. Gli elementi informativi, così raccolti, vengono valutati ed analizzati. I risultati di tale processo elaborativo, ove ritenuti rilevanti, sono di volta in volta comunicati all'Autorità politica e/o ai vari Enti istituzionali per i profili considerati di competenza. Nel caso emergano informazioni o elementi di prova relativi a fatti configurabili come reati, i Direttori dei Servizi hanno l'obbligo di fornirli ai competenti organi di polizia giudiziaria.

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:: Come raccolgono informazioni i Servizi segreti?

Le modalità attraverso cui i Servizi acquisiscono informazioni possono essere di diverso tipo: accanto alle tradizionali fonti umane, ossia alla raccolta di notizie tramite agenti, informatori od osservatori (HUMINT) vi sono strumenti, a volte tecnologicamente sofisticati, capaci di captare segnali di varia natura (SIGINT), immagini (IMINT) o di effettuare misurazioni o tracciati (MASINT). Un ruolo crescente è, infine, quello assunto dalle fonti aperte (OSINT), cioè da tutte quelle notizie acquisibili dai mezzi di comunicazione pubblici.

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:: Che cos'è l'HUMINT? (HUMAN INTELLIGENCE RESOURCES)

L'HUMINT è l'attività informativa che si svolge attraverso le fonti umane, ossia con l'impegno di risorse quali gli agenti, gli informatori e gli osservatori, da cui raccogliere elementi informativi che saranno poi oggetto di elaborazione.

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:: Che cos'è l'OSINT? (OPEN SOURCE INTELLIGENCE)

L'OSINT è la raccolta informativa attraverso fonti aperte, cioè attraverso tutti i mezzi di comunicazione pubblica come la stampa, le televisioni, le radio, internet, etc.

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:: Che cos'è la SIGINT? (SIGNAL INTELLIGENCE)

La SIGINT è l'attività informativa svolta mediante la captazione di segnali per via radio-elettrica ed elettronica.

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:: Che cos'è l'IMINT? (IMMAGERY - OR IMITATIVE - INTELLIGENCE)

L'IMINT è l'attività di raccolta di informazioni attraverso fotografie, video riprese a mezzo di satelliti, nonché con l'uso di mezzi come l'ottica elettronica, i raggi infrarossi ed altri, ai fini della "lettura" ed interpretazione delle relative immagini.

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:: Che cos'è la MASINT? (MEASUREMENT AND SIGNATURE INTELLIGENCE)

La MASINT è l'attività informativa che si base su misurazioni e tracciati nel campo acustico e delle radiazioni ed ogni altra forma tecnica di acquisizione intelligence che non rientra nelle definizioni di sigint e di imint.

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:: Cosa significano SISMI e SISDE?

Il sistema italiano di organizzazione dei servizi è basato sul principio della duplicità dei Servizi.
Il SISMI (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare), alle dipendenze del Ministro della Difesa, ha compiti informativi e di sicurezza per la difesa, sul piano militare dell'indipendenza e dell'integrità dello Stato.
Il SISDE (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica), alle dipendenze del Ministro dell'Interno, ha compiti informativi e di sicurezza per la difesa dello Stato democratico e delle istituzioni che, secondo la nostra Costituzione, sono a suo fondamento contro chiunque vi attenti e contro ogni forma di eversione. La suddivisione delle competenze tra SISMI e SISDE è stata decisa sulla base dell'interesse da tutelare (sicurezza militare e sicurezza democratica) e non su base territoriale (Servizio interno e Servizio esterno) come avviene per lo più negli altri Stati.

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:: Che cos'è il CESIS?

I due Servizi (SISMI e SISDE) sono tenuti a comunicare ai Ministri, dai quali rispettivamente dipendono, ed al Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS) tutte le informazioni acquisite, le analisi e le situazioni elaborate, le operazioni compiute e tutto ciò che attiene alla loro attività. Il CESIS fornisce al Presidente del Consiglio dei Ministri gli elementi necessari per il concreto esercizio delle sue funzioni di alta direzione e di coordinamento del settore informativo. E' presieduto dal Presidente del Consiglio che può delegare tale funzione ad un Sottosegretario di Stato. Di esso fanno parte, oltre al Segretario Generale del Comitato, organi dello Stato dei diversi settori interessati, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Difesa, i vertici delle Forze di polizia, i Direttori dei Servizi. La continuità dell'attività del CESIS è assicurata dalla Segreteria Generale che provvede in permanenza ad assicurare che il flusso delle informazioni proveniente dai Servizi giunga al Presidente del Consiglio in modo organico e coordinato ed arricchito da ulteriori valutazioni. La Segreteria Generale, inoltre, opera come strumento esecutivo: attraverso di essa il Presidente del Consiglio esercita il suo ruolo di indirizzo unitario all'azione dei due Servizi. Né il CESIS, né la Segreteria Generale del CESIS esercitano un'attività informativa autonoma. Essi non costituiscono un terzo Servizio"; piuttosto un centro verso il quale SISMI e SISDE canalizzano le informazioni acquisite. Quindi vengono valutate ed elaborate assieme alle altre notizie che pervengono da altri organi dello Stato.

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:: Che cos'è il CIIS?

Per l'esercizio delle sue funzioni il Presidente del Consiglio si avvale oltre che del Comitato esecutivo per i servizi di informazione e di sicurezza (CESIS) anche del Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza (CIIS). Il CIIS ha compiti di consulenza e di proposta per il Presidente del Consiglio sugli indirizzi generali e gli obiettivi fondamentali da perseguire nel quadro della politica informativa e di sicurezza. E' presieduto dal Presidente del Consiglio ed è composto da: i Ministri degli Affari Esteri, dell'Interno, della Giustizia, della Difesa, dell'Economia e Finanze e delle Attività produttive. Possono essere chiamati a partecipare alle riunioni altri Ministri, i Direttori dei Servizi (SISMI e SISDE), altre autorità ed esperti. Al CIIS vengono in generale sottoposti i problemi che implicano valutazioni di ordine politico, interno e internazionale.

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:: Che cos'è il Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza?

Il Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza è composto da quattro deputati e quatto senatori. Esso controlla che vengano rispettati i principi sui quali si basa l'attuale organizzazione dell'intero settore informativo. Può chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Comitato interministeriale per le informazioni e la sicurezza (CIIS) informazioni sulle linee essenziali delle strutture e dell'attività dei Servizi e può formulare proposte e rilievi. Gli atti del Comitato sono coperti dal segreto e gli stessi componenti sono vincolati al segreto relativamente alle informazioni acquisite ed alle proposte ed ai rilievi formulati. Se il Presidente del Consiglio ritiene che le informazioni richieste dal Comitato parlamentare eccedono le "linee essenziali" delle strutture e dell'attività dei Servizi può opporre al Comitato il segreto di Stato, indicandone le ragioni. Se il Comitato parlamentare ritiene infondata l'opposizione da parte del Presidente del segreto, ne riferisce al Parlamento perché ne dia una valutazione politica fino a proporre una mozione di sfiducia. Una ulteriore forma di controllo parlamentare, è costituita dalla relazione che il Governo presenta semestralmente al Parlamento sulla politica di informazione e sicurezza e sui risultati ottenuti. La relazione contiene gli elementi forniti dai Servizi ed è predisposta dalla Segreteria Generale del CESIS.

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:: In che relazione stanno Governo e Servizi di informazione e sicurezza?

Il potere esecutivo cioè il Governo nel suo complesso si presenta ai Servizi come un cliente, se così si può dire, che ne orienta l'attività in direzione degli obiettivi ritenuti di volta in volta necessari. Dal canto loro i Servizi raccolgono istituzionalmente, di propria iniziativa, quelle informazioni che normalmente non possono essere acquisite da parte di altri organi dello Stato che, valutate ed analizzate, vengono messe a disposizione del Governo, della sua politica interna ed internazionale.
Negli Stati moderni, in definitiva, si verifica una particolare osmosi tra Governi e Servizi: mentre i primi imprimono ai secondi determinati impulsi operativi, da questi ricevono a loro volta un costante flusso che alimenta le loro conoscenze sulle più delicate ed importanti situazioni interne ed esterne.

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:: Quando si parla di Servizi segreti la fantasia corre a James Bond. C'è del vero?

Per parlare delle caratteristiche dell'attività dei Servizi di sicurezza bisogna sgomberare il campo dai luoghi comuni della letteratura e della cinematografia. Nascono allora quelle figure stereotipate dell'"agente segreto" che si dividono equamente il posto nella fantasia popolare, inevitabilmente portata a ritagliarsi la propria immagine dell'agente: dalle spettacolari quanto improbabili situazioni di Fleming, l'autore di 007, alla cortina impenetrabile dei romanzi di Conrad.
La letteratura dei romanzi ci consegna, dunque, figure di agenti segreti assai improbabili: o il "superman" che, dopo rocambolesche avventure sventa da solo intricati complotti internazionali, o individui che occultamente raccolgono notizie e informazioni, sostanzialmente inerti e passivi di fronte agli accadimenti esterni.

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:: Chi è effettivamente un agente segreto?

La realtà, come spesso accade, è diversa e sostanzialmente più lineare nella sua semplicità. L'agente segreto è una persona calata nella sua epoca, che vive il suo tempo attraversato da conflitti sociali e politici oggi non più soltanto limitati a quelli tra strutture militari di organismi contrapposti, ma articolati ed estesi ai più vari settori delle relazioni umane. E' perciò vecchia e datata l'immagine dell'agente che cerca di informarsi sul potenziale difensivo di uno Stato: o meglio, è superata l'idea che l'agente faccia solo questo. Oggi, l'atto di aggressione non ha contorni definiti o definibili, ma viene scoperto attraverso la ricostruzione minuziosa di vari tasselli apparentemente insignificanti, l'uno separato dall'altro, messi in opera da gruppi od organismi, interni od esterni, la cui azione è molto più pericolosa di un'aggressione frontale. Si sottrae infatti ad una immediata percezione e ad una conseguente, pronta reazione difensiva. Non è diversa l'azione di chi crea fermenti d'opinione destabilizzanti, oppure penetra nei meccanismi produttivi per condizionare le scelte di politica economica dello Stato. A questo punto, la figura dell'agente segreto che "spia" il potenziale militare straniero e riferisce i dati ottenuti al proprio Governo lascia necessariamente il posto ad un organo altamente specializzato. Una struttura che procede quotidianamente ad un accurato lavoro di raccolta dati, di ricostruzione di situazioni di potenziale pericolo, di comparazione, raffronti e composizione di elementi tra loro eterogenei, che possono tuttavia essere ricondotti — come risalendo il delta di un fiume — ad un'unica sorgente offensiva. E' un'attività prevalentemente intellettuale, raffinata e di alta specializzazione, i cui risultati positivi sono quasi sempre meno eclatanti di un'azione di polizia, anche se di "routine", ma non per questo meno preziosi per la sicurezza dello Stato e della collettività.

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:: Che differenza c'è tra attività dei Servizi e attività di polizia?

La vastità degli obiettivi e la natura complessa dei fatti osservati rende l'attività dei Servizi del tutto diversa da quella della polizia: episodi apparentemente banali e di per sé assolutamente leciti, come ad esempio l'acquisto di un pacchetto azionario di maggioranza di una società che produce apparecchiature di alta tecnologia può avere per i Servizi un grande interesse istituzionale, maggiore di quello derivante dalla commissione di un reato.
La messa in opera di una rete informativa presuppone un'accurata conoscenza delle cosiddette "zone sensibili" in cui collocare gli opportuni sensori; presuppone, inoltre, un'altrettanta profonda conoscenza dei mezzi e dei metodi normalmente usati dalle forze nemiche per svolgere la loro azione contro lo Stato e le Istituzioni. Altrimenti, i Servizi di sicurezza sarebbero costretti a controllare indiscriminatamente il mondo intero e tutto il complesso di relazioni socio-economico-politiche che si realizzano quotidianamente.
Per questi motivi c'è la necessità di un adeguato bagaglio professionale a disposizione degli agenti dei Servizi: devono essere in grado di utilizzare al meglio le tecniche di osservazione e di controllo e saper intervenire dove si delinei concretamente una minaccia avversaria.
Il campo di ricerca dei Servizi di sicurezza non ha contorni ben definiti: non esiste, infatti, un "codice delle minacce" che enumeri tutte le ipotesi possibili di pericolo.
La indefinibilità degli obiettivi si riflette sulla particolarità dei mezzi a disposizione dei Servizi per ottenere informazioni utilissime, che non si potrebbero ottenere da altri organi e con altri metodi.
E' la metodologia dei Servizi a caratterizzare la loro diversità, rispetto agli organi di polizia giudiziaria. Essi non svolgono indagini di polizia, non possono effettuare arresti, interrogatori, confronti, ecc.: la loro attività, che è del tutto particolare, spazia in confini assai ricchi di conoscenze, di esperienze ed anche di saggezza.
Bisogna dunque liberarsi di tutti gli stereotipi creati dalla fantasia, che la scarsità di notizie — comprensibile perché, in quanto "segreti", i Servizi non possono che operare con molta discrezione — ha certamente favorito.
Ma se, come detto, lo spettro degli interventi dei Servizi non coincide con quello degli organi di polizia, questo non vuol dire che i Servizi si disinteressino dei fatti costituenti reato e delle relative indagini, quando si tratti di avvenimenti e circostanze che siano rilevanti anche sotto il profilo dei loro obiettivi istituzionali. A questo riguardo, possiamo considerare, come esempio, gli atti di terrorismo o le attività spionistiche. I Servizi, però, se ne interessano ai fini loro propri, attivando le azioni di ricerca informativa ritenute necessarie per la tutela della sicurezza esterna ed interna del Paese e riferendo alla polizia giudiziaria le informazioni acquisite sui fatti-reato. La ricerca delle prove e la cattura dei responsabili dei reati — che sono i fini primari degli organi di polizia — per i Servizi invece sono normalmente fini strumentali al raggiungimento degli obiettivi di prevenzione per difendere lo Stato dalle minacce dell'eversione e dalle aggressioni alla sua integrità ed indipendenza.

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:: Se un agente scopre un reato che cosa deve fare?

C'è un punto in cui l'attività informativa dei servizi e quella di polizia giudiziaria si incontrano. La legge n. 801 del 1977 obbliga i Direttori destinatari dei rapporti redatti dagli appartenenti ai rispettivi Servizi, di riferire a loro volta alla polizia giudiziaria gli elementi informativi sui fatti-reato. Obbligo il cui adempimento può, comunque, essere ritardato, quando ciò sia strettamente necessario per il perseguimento delle finalità istituzionali dei Servizi.
Non è un caso che la legge abbia previsto che il destinatario del rapporto del Direttore sia la polizia giudiziaria e non direttamente l'autorità giudiziaria: in effetti le informazioni dei Servizi possono non avere una consistenza probatoria sufficiente per poter essere immediatamente utilizzate in sede giudiziaria dal magistrato. Hanno bisogno di conferme e approfondimenti che solo l'attività di indagine della polizia giudiziaria può assicurare agli elementi acquisiti dai Servizi. A questi ultimi deve riconoscersi il merito di avere molto spesso consentito l'avvio di proficue indagini giudiziarie.

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:: Perchè due servizi?

Nel 1976, il Governo dell'epoca, presieduto da Giulio Andreotti, presentò alle Camere un disegno di legge che prevedeva il Servizio unico. Nel corso, poi, dell'esame del provvedimento in sede parlamentare venne fuori una larga maggioranza che, in luogo del modello unitario, ritenne di portare avanti un sistema binario, che privilegiava un'impostazione articolata dei servizi. Nella discussione parlamentare, infatti, risultarono prevalenti le condiderazioni che tendevano ad evitare una concentrazione di poteri, rispetto a quelle che ritenevano opportuno realizzare il massimo di unitarietà per una migliore efficacia dell'attività informativa. Sulla base del principio binario nacquero, così, SISMI e SISDE.

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:: Perché si è parlato di Servizi "deviati"?

Nel corso della storia anche recente dei "Servizi segreti" si sono a volte verificati gravi comportamenti divergenti e in contrasto con i fini istituzionali dei Servizi: quelli di lavorare esclusivamente per la sicurezza dei cittadini e dello Stato. Comportamenti di taluni individui senza scrupoli; si è trattato di avvenimenti e comportamenti gravi, che hanno comportato e comportano ferme reazioni da parte dello Stato sul piano della sanzione penale e impongono risposte adeguate riguardo al coordinamento, al controllo e ai sistemi di garanzie; avvenimenti e comportamenti imputabili alla cattiva coscienza di singole persone o gruppi di persone che hanno inciso negativamente sull'immagine dei Servizi ma che non possono certo mettere in discussione l'importanza della funzione dei Servizi e soprattutto le ragioni della loro esistenza.

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:: Riservatezza e immagine: in quale relazione stanno?

Il requisito della riservatezza, fondamentale, come s'è visto, per l'esistenza stessa dei Servizi di sicurezza, costituisce nello stesso tempo una garanzia ed un limite per la loro immagine. Se molti sono infatti i successi conseguiti dai Servizi, pochissimi sono quelli conosciuti dall'opinione pubblica: la immediata risonanza di un arresto effettuato dalle forze di polizia o di una battaglia vinta in guerra risaltano molto più del delicato e paziente lavoro informativo che ha consentito risultati altrettanto importanti.

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